Nel cuore di Sanremo 2026, dove la città non è più soltanto musica ma un gigantesco crocevia di imprenditori, VIP, creativi e strategie, spunta una figura che incarna perfettamente questa nuova fusione tra palcoscenico e mercato: Marco Masci, il “commercialista dei milionari” che da anni lavora fianco a fianco con imprenditori diventati leader internazionali e che proprio da quell’osservatorio privilegiato ha scelto di trasformare esperienza quotidiana e casi reali in un metodo. Dottore commercialista con oltre vent’anni di attività si muove tra Busto Arsizio e Milano, Masci ha costruito la sua reputazione su un approccio che mescola tecnica, strategia e una lettura quasi psicologica dei comportamenti di chi vince davvero.
In questa intervista per OLTRE IL RED CARPET, Masci racconta l’aria che si respira in città: più business degli altri anni, più incontri, più networking, più quella sensazione netta che a Sanremo stia nascendo un nuovo linguaggio di marketing, dove il mondo artistico e quello imprenditoriale iniziano a parlarsi sul serio. E lui, in questo, ci sguazza: perché il suo lavoro è proprio decodificare cosa distingue chi ha successo da chi produce anche ricchezza economica, spiegando che non sono la stessa cosa e che il vero salto lo fa una minoranza. Da qui nasce la sua ossessione “positiva”: analizzare il gap e metterlo nero su bianco in libri che stanno diventando un riferimento per chi vuole capire come ragionano i top player.
Il primo titolo è già una dichiarazione di intenti: Commercialista di te stesso, un manuale che sposta l’attenzione dal tecnicismo sterile alla consapevolezza dei numeri e delle decisioni, disponibile nelle principali librerie e store online. Ma il punto non è “fare i conti”: è cambiare la testa. Masci lo dice chiaramente con una provocazione che ribalta l’errore più comune degli imprenditori: tutti pensano che i numeri principali siano fatturato e conto corrente, mentre per chi è davvero ricco il numero centrale è uno solo: guadagno. Ogni energia investita deve produrre guadagno, altrimenti stai solo correndo. E da qui si capisce perché lui parla di mindset più che di fiscalità: perché la ricchezza, per Masci, è un effetto del metodo, non un colpo di fortuna.
Poi arriva l’hype: il secondo libro, già chiuso o in fase finale, che gira attorno a un titolo destinato a far rumore, Le tre piramidi della ricchezza, definito come la sintesi dei tre numeri che ognuno dovrebbe conoscere per costruire un percorso verso la prosperità. E quando si parla di personaggi pubblici e gestione del denaro, Masci non scappa: spiega che la chiave sta spesso nel matrimonio tra emotività e tecnica, perché sì, la strategia conta, ma l’imprenditore ha anche il diritto di muovere certe variabili secondo istinto e visione. È qui che la sua narrazione diventa quasi “da palco”: non più solo contabilità, ma scelte, identità, responsabilità.
E se Sanremo è anche storytelling, Masci lo applica persino alla musica: tra le preferenze di questa edizione cita la coppia Marco Masini e Fedez, perché in quel brano vede un testo capace di comprimere due vite e due linguaggi diversi in un’unica esibizione, esattamente come accade nel business quando fondi mondi lontani e li rendi compatibili. In definitiva, Marco Masci è la prova vivente che oggi a Sanremo 2026 non vince solo chi canta: vince chi sa leggere il momento, trasformarlo in opportunità e costruire un messaggio che resta.
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