Un’amicizia nata nel 2019, una forte stima reciproca e due percorsi professionali diversi che si incontrano per dare vita a 19é, progetto artistico e imprenditoriale nato dall’incontro tra Martina e Michela. Un progetto che oggi si presenta a Venezia con una nuova identità artistica: Museando, il linguaggio attraverso cui Martina interpreta la presenza delle donne attraverso materia, frammento, colore, luce e pittura.
Martina e Michela si sono conosciute proprio nel 2019, in un ambito professionale completamente diverso. Nel tempo, la stima reciproca si è trasformata in una vera sorellanza e, quando Michela ha scoperto le opere di Martina, ha riconosciuto immediatamente una forte componente emotiva e un grande potenziale. Da quell’incontro è nata l’idea di trasformare la sua ricerca artistica in un progetto capace di unire arte e impresa, con l’obiettivo di creare un business che, prima ancora di vendere, tocchi il cuore.
Oggi Martina sceglie però di definire in maniera più precisa il proprio linguaggio. Non più semplicemente “opere in mosaico”, una definizione che sente troppo legata a un immaginario antico e tradizionale, ma Museando. Le opere diventano così Ritratti Museando.
La materia e la tecnica rimangono parte integrante del lavoro, ma non sono più ciò che lo definisce. «Io non frammento: io compongo», è il principio che sintetizza la sua ricerca. Ogni frammento viene scelto e accostato agli altri per dare forma alla presenza della donna attraverso la materia, il colore, la luce e le venature.
Anche la pittura assume un ruolo fondamentale. Non è un semplice sfondo né una decorazione aggiunta alla materia, ma il gesto più libero dell’opera: quello che porta atmosfera, respiro e movimento e dialoga con la forza e la consistenza dei materiali.
Il concetto di Museando trova una delle sue espressioni più significative nel ritratto realizzato per Daniela Bessia, attrice e artista italo-argentina presente al Festival di Venezia.
L’opera nasce da una fotografia di Daniela, ma non dalla volontà di riprodurla semplicemente. Il primo elemento colto da Martina è stata la fierezza, accompagnata da una grande compostezza. Da quella sensazione è nata la scelta dell’Azul Macaubas, una materia forte, capace di sostenere e tradurre visivamente quella presenza.
Le venature naturali della pietra attraversano il ritratto come linee musicali, creando anche un richiamo alla dimensione artistica di Daniela come cantante. Nella fotografia originale Daniela indossava il verde, ma Martina ha percepito immediatamente il celeste, colore dell’Argentina, Paese da cui parte la sua storia, ma anche del cielo attraversato durante il suo percorso e del mare che simbolicamente unisce continenti e culture, mettendo in relazione Argentina, Cina e Italia.
Nel ritratto, la materia sostiene quindi la fierezza e la compostezza percepite nell’artista, mentre la pittura introduce movimento e spazio intorno alla figura.
Anche il piccolo gatto presente nell’opera assume un significato preciso. Non è un elemento decorativo, ma un riferimento alla dimensione più personale di Daniela e al suo amore per questi animali: un dettaglio che porta nell’opera una parte della sua quotidianità e della sua intimità.
Daniela rimane riconoscibile perché i suoi tratti sono fedelmente presenti, ma la trasformazione attraverso materia, colore, frammenti e pittura appartiene allo sguardo personale di Martina. È proprio questo passaggio a rendere l’opera qualcosa di diverso dalla semplice riproduzione di una fotografia: un’interpretazione personale e irripetibile della presenza di una donna.
È, appunto, un Ritratto Museando.
La ricerca di Martina nasce dalla curiosità di osservare le persone e dalla capacità di trasformare ciò che percepisce in un’opera. Ogni creazione richiede progettazione, ricerca dei materiali e un dialogo continuo con la materia, lasciando però spazio all’istinto, fondamentale per capire se ciò che esiste nella mente riesca davvero a diventare reale.
Accanto alla parte artistica, Michela segue lo sviluppo imprenditoriale del progetto. Figlia di due imprenditori, ha aperto la sua prima partita IVA a 19 anni e considera 19é una nuova sfida da affrontare con la naturalezza maturata attraverso il proprio percorso professionale.
Anche le eventuali differenze di vedute tra le due vengono affrontate attraverso il confronto e l’ascolto. La stima costruita negli anni permette loro di non prendere decisioni alla leggera e di trovare, anche quando serve più tempo, un punto di equilibrio condiviso.
Il progetto 19é guarda ora anche a nuove collaborazioni con creator, celebrità e personalità del mondo dello spettacolo. L’ambizione è portare i Ritratti Museando a incontrare nuove muse e nuove storie, mantenendo centrale il valore di opere che richiedono tempo, ricerca e una profonda connessione con la persona rappresentata.
Guarda la conversazione completa con Martina e Michela di 19é e scopri il nuovo progetto artistico che ha conquistato Venezia:
